LA CITTÀ DELL’ACQUA ED IL VICUS CAPRARIUS

Mi sono decisa a fare una vista al sito archeologico Città dell’Acqua – Vicus Caprarius, vicinissimo a Fontana di Trevi, in vicolo del Puttarello 25.

Questo sito archeologico fu rinvenuto durante i lavori per la ristrutturazione dell’ex Cinema Trevi nel 1999.

http://www.romasotterranea.it/insula-del-vicus-caprarius.html

https://vicuscaprarius.com/2015/01/14/area-archeologica-vicus-caprarius-la-citta-dellacqua/

Mi ha molto colpito vedere quanto si è stratificata Roma: il sito si trova ad una profondità di 8 metri rispetto al livello stradale attuale.

Si scende in una zona che era adibita a cisterna di raccolta dell’acqua dell’acquedotto Virgo, ancora attivo e che alimenta la Fontana di Trevi.

Questa grande stanza-cisterna, dai muri spessi più di 60cm ricoperti di intonaco idraulico (cocciopesto) ancora per la maggior parte intatto, conteneva sino a 150.000 litri di acqua ed era una sorta di serbatoio di distribuzione. L’acqua proviene da “una potente falda idrica che sgorga nel sottosuolo filtrando attraverso le antiche murature in opera laterizia dell’aerea archeologica.”

La cosa sorprendente è vedere come l’intonaco sia ancora presente sulla maggior parte delle pareti della cisterna che ha contenuto acqua più di 2000 anni fa.

Il secondo edificio è una casa patrizia (domus) sviluppata su due piani, di cui possiamo ancore vedere le scale ben conservate.

Sono visibili i ritrovamenti di mosaici, vasellame, pezzi di vetro ed un tesoretto di monete. Il fatto che queste monete fossero state rinvenute tutte insieme, forse nascoste, fa pensare ad una fuga repentina dall’immobile a causa, probabilmente, di un incendio.

Questo piccolo sito è solamente un esempio di come poteva essere organizzata quest’area durante l’epoca imperiale romana.

Affascinante è anche vedere come l’acquedotto Vergine (Virgo) sia ancora attivo, infatti, dentro il sito archeologico si vede l’acqua. Questo era il sesto acquedotto costruito dagli antichi romani, lungo 20 km quasi tutti in sotterraneo, esso fu molto utile durante l’assedio dei barbari, permise infatti  ai romani di non rimanere senz’acqua.

Consiglio la visita a tutti quelli che vivono, lavorano o passano di qui.

Costo biglietto intero 3€ – Tempo della visita 15/20 minuti.

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CHE COS’È IL VICUS CAPRARIUS?

Vicus (aglomerato di case) Caprarius, elevato dell’edificio sud (dal I al IV sec.). Alto circa 6 mt. sul piano stradale, doveva salire per almeno due piani.

Il fatto che l’acquedotto Vergine non sia mai andato completamente in rovina è testimoniato, tra l’altro, dalla bimillenaria stratificazione di costruzioni presente nella zona del Trivium (che era il nome originario dell’area dove oggi sorge la fontana di Trevi).

Alla fine degli anni novanta lavori di scavo per ristrutturazione e di consolidamento in un gruppo di immobili presso la fontana portarono alla scoperta di una vasta e complessa area archeologica, oggi riorganizzata e visitabile con il titolo “La città dell’acqua”[2].

Ne riemersero le tracce di un’insula di età neroniana che dava sul Vicus caprarius, poi convertita in parte in una domus signorile, a metà del IV secolo, e in parte in una grande cisterna di raccolta, per l’appunto, dell’Acqua Vergine. Nello stesso comprensorio, e in parte sovrapposti ai precedenti, sono stati portati alla luce anche resti di edifici del XII e XIII secolo; dell’urbanizzazione di quell’epoca sono del resto visibili le tracce nel portico medioevale conservato sul lato della piazza, di fronte alla fontana (Tratto da Wikipedia).

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